Home Arte & Cultura Alda Merini e la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne: dalla violenza subita alla luce della poesia

Alda Merini e la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne: dalla violenza subita alla luce della poesia

by Redazione

La poetessa dei Navigli ha molto da dire alle donne, in una giornata speciale come oggi, nella lirica dedicata “A tutte le donne”.

Oggi, 25 novembre 2021, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, vogliamo ricordare Alda Merini, la grande poetessa che ha fatto della sofferenza e del dolore subito lo strumento della propria espressione artistica, che ancor oggi ha molto da dire, in particolare alle donne.

L’inferno del manicomio

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Alda Merini, la poetessa dei Navigli, ha dovuto subire molte violenze, sia fisiche che psicologiche: nel 1961 fu internata per volere del marito in un manicomio, a sua insaputa, perche’ allora, giuridicamente, le donne dipendevano dai mariti.

Alda ha vissuto gli orrori del manicomio, i maltrattamenti, le umiliazioni, l’elettroshock, a cui era inutile tentare di ribellarsi.

E’ rimasta in quell’inferno per otto anni; aveva gia’ due figlie e durante i brevi ritorni a casa ne ha avute altre due.

Alda probabilmente soffriva di un disturbo bipolare, per questo si penso’ che non poteva crescere le quattro figlie, che le furono portate via e date in affido ad altre famiglie.

La luce della poesia

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Ad Alda non rimase altro che la luce della poesia, che coltivava dall’eta’ di quattordici anni: Alda scriveva versi ovunque, sui biglietti che portava sempre con se’, anche durante le sue passeggiate quotidiane sul Naviglio Grande, dove ora una lapide la ricorda come la nostra piu’ grande poetessa del Novecento.

Alda scriveva versi persino sulle pareti del suo appartamento milanese: le sue parole esprimono con forza travolgente tutta la sua passione per la vita, per l’amore e soprattutto per la poesia.

“A tutte le donne”: un inno alla femminilità

Alda Merini Official Facebook

Emblematica questa sua lirica dal titolo “A tutte le donne”

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

sei un granello di colpa

anche agli occhi di Dio

malgrado le tue sante guerre

per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d’amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,

poi ti volti e non sai ancora dire

e taci meravigliata

e allora diventi grande come la terra

e innalzi il tuo canto d’amore.

Questa poesia e’ un inno alla femminilita’,celebra le donne e la loro personalita’ poliedrica, a volte contraddittoria: fragili e insieme combattive, capaci di piangere ed insieme di amare, le donne, spesso oggetto di contesa, sono portatrici di un innato senso di colpa per quello che involontariamente provocano, viandanti scomode capaci di percorrere la giusta e lunga strada di un’emancipazione cercata, richiesta e dovuta.

La donna fa pensare alla Grande Madre Terra, che offre la vita a tutte le sue creature: non oggetto da possedere, ma soggetto a cui e’ dovuto ascolto e rispetto, capace di donare il suo “canto d’amore” a chi sa capirla ed apprezzarla.

La poesia di Alda Merini illumina la figura e il ruolo della donna nella societa’,le sue parole sono valide, ieri come oggi e piu’ che mai attuali, di fronte ai fatti allarmanti che la cronaca segnala nelle zone piu’ diverse del pianeta.

Alda Merini ha ancora molto da dirci e da insegnarci.

Credits immagine in evidenza: Wikimedia Commons – Julia Brownley

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