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Alessandro Michele: i suoi Appunti dal Silenzio

by Redazione
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Lo stilista descrive il nuovo universo creativo che ha pensato per Gucci e che potrebbe “contagiare” molti altri brand del fashion system

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*DIARIO*

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Nelle settimane di quarantena il direttore creativo della maison fiorentina  si è preso lunghi spazi per meditare, da solo, su ciò che stava succedendo e ha consegnato i suoi pensieri ad una serie di appunti, gli “Appunti dal Silenzio”,  che ha pubblicato sui suoi social una settimana fa:

La tragedia che stiamo vivendo impone delle riflessioni. Non avremmo mai pensato di sentirci così legati alla vita con tanta tenerezza. Non avremmo mai pensato di venire faccia a faccia con la nostra fragilità di esseri umani e con il nostro bisogno di reciprocità.

Abbiamo passato il limite, abbiamo bruciato la casa in cui viviamo, ci siamo sentiti onnipotenti e separati dalla natura, l’abbiamo usurpata rinnegando la santità della vita di tutte le specie, inclusa la nostra.

“E’ necessario creare una discontinuità con il passato recente”

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La lezione più importante di tutto quello che abbiamo vissuto in questi mesi, secondo Michele, è che urge un cambiamento di rotta:

Il rischio più grande, per il nostro domani, è abdicare dalla necessità di creare una vera discontinuità. Questa crisi, il dolore e le ferite che ha causato deve farci guardare in modo critico al nostro recente passato. Agli errori che abbiamo fatto, a tutto quello che pensavamo e non abbiamo osato dire.

Questo presente ci carica di grandi responsabilità. Ognuno di noi, ciascuno in base al proprio lavoro e ruolo, deve essere parte di un cambiamento che è talmente urgente che non si può più perdere tempo

Nelle intenzioni del visionario direttore creativo c’è  il ritorno alla creazione più pura, un atto che deve essere sottratto alla “tirannia della velocità dei tempi imposti dal fashion business”:

Sento il bisogno di rinnovare il mio legame con il mondo della moda, mantenendo solo ciò che è essenziale ed eliminando tutto quello che è in più. L’essenziale è quello che stimola i miei sogni, celebrando la nostalgia dell’imperfezione e celebra la bellezza che nasce dalle forme.

Adesso sappiamo che stavamo correndo ad una velocità troppo elevata e questo ritmo è pieno di insidie.

Sento il bisogno di un tempo diverso, che non sia più dettato da scadenze che ci sono imposte da altri  e che rischiano di umiliare la creatività

Soltanto due sfilate all’anno

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Alessandro Michele  annuncia quindi l’addio al sistema come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi:

Nel mio domani abbandonerò il rito stanco della stagionalità e degli show per riappropriarmi di una nuova scansione del tempo, più aderente al mio bisogno espressivo. Ci incontreremo solo due volte l’anno, per condividere i capitoli di una nuova storia, si tratterà di capitoli irregolari, impertinenti e profondamente liberi. Saranno scritto mescolando le regole e i generi. Si nutriranno di nuovi spazi, codici linguistici e piattaforme comunicative».

Michele rigetta quindi un sistema che  già a molti brand appariva ormai come superato.

Troppe collezioni e troppa velocità il cui effetto è di creare una valanga di prodotti nei quali  la creatività si perde e viene  sacrificata sull’altare del commercio.

La  decisione di eliminare tre appuntamenti perché “fare 5 sfilate all’anno non è più accettabile” (2 show moda uomo, 2 moda donna e 1 cruise)  sta facendo molto discutere il fashion business; segnali di condivisione del messaggio stanno arrivando da Armani,  che già a inizio pandemia aveva detto che avrebbe rallentato per tornare a dar valore alla creatività e da Dries Van Noten e diversi altri colleghi, che avevavano scritto una lettera aperta toccando  gli stessi argomenti , ripresi poco dopo anche da una nota congiunta delle camera della moda americana e inglese.

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