Home Arte & Cultura Caravaggio: è suo un quadro che stava per essere venduto a 1.500 euro?

Caravaggio: è suo un quadro che stava per essere venduto a 1.500 euro?

by Redazione
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Si infittisce il giallo su un’opera la cui vendita all’asta in Spagna è stata bloccata: potrebbe essere infatti un originale del maestro lombardo. Il dibattito tra i critici d’arte, tra cui anche Vittorio Sgarbi

Stava per essere venduto al prezzo di 1.500 euro dalla casa d’arte Ansorena di Madrid, che lo aveva presentato nel catalogo come un’Incoronazione di spine, inizialmente attribuita alla scuola di Ribeira.

L’intervento di alcuni critici d’arte, esperti di Caravaggio, ha però bloccato la vendita di questo quadro che sta sollevando molte discussioni nel mondo della storia dell’arte.

 Diversi indizi farebbero infatti sospettare che si tratti dell’ Ecce Homo realizzato da Michelangelo Merisi di cui si erano perse le tracce da secoli.

Potrebbe trattarsi quindi dell’opera dipinta per il cardinale Massimi di cui lo stesso Caravaggio scriveva:

‘Io Michel Ang.lo Merisi da Caravaggio mi obbligo di pingere al Ill.mo S [Ignor] Massimo Massimi p [er] esserne statto pagato un quadro di valore e grandezza come quello ch’io gli feci già della Incoronatione di Crixto p [er] il primo di Agosto 1605. In fede ò scritto e sottoscritto di mia mano questa questo dì 25 Giunio 1605. Io Michel Ang.lo Merisi’

Il quadro è stato ritirato dall’asta e lo Stato spagnolo ha stabilito che, una volta acquistata, l’opera dovrà rimanere entro i confini nazionali.

E’ o non è un Caravaggio?’: il dibattito dei critichi d’arte

A sostenere che il quadro sia in realtà un prezioso originale del Caravaggio  sono autorevoli esperti del pittore lombardo.

La storica dell’arte Maria Cristina Terzaghi ha spiegato su Repubblica:

‘Il manto di porpora di cui viene rivestito il Cristo ha la stessa valenza compositivo del rosso della Salomé del Prado di Madrid” (…). Quest’opera intrattiene un legame profondo con i dipinti redatti al principio del soggiorno napoletano”.

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Il Corriere della Sera riferisce che anche Vittorio Sgarbi concorderebbe con questa attribuzione:

‘Il 25 marzo Sgarbi apprende da Antonello di Pinto, artista e docente, che c’è, secondo lui, “un dipinto di Mattia Preti all’attenzione di un antiquario”; invia una immagine dell’opera a Sgarbi per chiedere una perizia. “Io la vedo, capisco che l’opera è di Caravaggio e penso, con l’aiuto di un finanziatore, di portarlo in Italia’.

Appreso che la vendita del quadro è stata bloccata, Sgarbi avrebbe affermato che se fosse veramente un Caravaggio,  ‘il prezzo potrebbe essere  100-150 milioni se lo vendi ad un privato tipo Thyssen e 40-50 se lo vendi al Prado’.

Tuttavia Nicola Spinosa,  altro esperto del Merisi, ha riferito al Corriere della Sera che questo quadro  non può essere a lui attribuito:

“Non è Caravaggio; si pensa che lo possa essere perché la figura in primo piano replica l’Ecce homo del Museo di Prato attribuito a Caravaggio da Mina Gregori e di cui esiste una copia. Secondo me il quadro è di un caravaggesco di alta qualità, più che Ribera. Non si possono fare nomi di questa importanza; se fosse di Ribera la sua quotazione partirebbe da 200 mila euro”.

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