Home Arte & Cultura Carla Fracci ed Eugenio Montale: due grandi…amici per tutta la vita

Carla Fracci ed Eugenio Montale: due grandi…amici per tutta la vita

by Redazione

L’étoile e il premio Nobel sono stati legati da una profonda ammirazione reciproca e, quando la Fracci era incinta, Montale decise di farle un omaggio davvero speciale, scrivendo per lei ‘La danzatrice stanca’.

Eugenio Montale, il nostro premio Nobel per la letteratura, provava una grande ammirazione per Carla Fracci: il loro primo incontro avvenne nel 1955 durante il “Passo d’Addio” alla Scuola di Ballo da parte di Carla.

Tra loro si creò subito un rapporto speciale che durò per tutta la vita.

Il poeta allora era critico musicale per il Corriere della sera e frequentava la Scala di Milano per recensire opere e balletti.

Un legame di intensa amicizia ed ammirazione

Questa frequentazione assidua della Scala permise a Montale di vedere i progressi che Carla Fracci faceva, da ballerina di fila a protagonista della scena internazionale: ne nacque un legame di intensa amicizia e assidua frequentazione.

La Fracci lo ha sempre chiamato “Maestro” e di lui diceva:

“Era spiritoso, straordinario, ironico. Mi ricordo questa sua sigaretta e il suo passo breve. L’occasione di conoscere i veri maestri e di incontrarli nel momento giusto, cioè quando si comincia a capire qualcosa della vita, sembra oggi un’autentica rarità.”

Parlando delle vacanze al mare che spesso trascorrevano insieme diceva:

” Un aneddoto? La cosa carina è che dava agli ospiti dei disegni. Chiedeva rossetti, matite e disegnava. Amava cantare, era baritono credo, e in spiaggia, se trovava qualcuno, cominciava proprio a cantare.”

Carla Fracci e Eugenio Montale subito dopo la nascita di Francesco, il primo e unico figlio della regina della danza. Fonte : Twitter

Montale e “La danzatrice stanca”

Nel 1969, sei anni prima di ricevere il premio Nobel per la letteratura, Montale dedicò a Carla Fracci la poesia “La danzatrice stanca” : si tratta di una lirica a rime sciolte, inserita nel “Diario del ’71 e del’72” , uscito nel 1973.

Carla Fracci ed Eugenio Montale durante una vacanza al mare. Fonte : Twitter

Allora la Fracci era incinta e si era allontanata dalle scene; nella lirica il poeta parla del  ritorno della danzatrice sul palco dopo la maternità, descrive l’étoile come una creatura leggerissima che può “rimettere le ali e tornare a ballare dopo essere stata “convalescente”.

Montale paragona la ballerina, che torna a danzare, ad un fiore che sa rinascere in tutta la sua bellezza. E’ con lei che ritornano in scena la luce e la bellezza , senza di lei i balletti che appaiono sul palcoscenico sono privi di luce e di vita, sono soltanto “nivei défilés di morte“.

La danzatrice stanca

Torna a fiorir la rosa
che pur dianzi languia…
Dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
e quando mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?
Ma si parla della rifioritura
d’una convalescente, di una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo, del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
È questo il solo fiore che rimane
con qualche metro d’un tuo dulcamara.
A te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne accorga basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
si meraviglia. Non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di morte.

Immagine in evidenza: Carla Fracci ed Eugenio Montale durante una vacanza al mare. Fonte : Twitter

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