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Carlo Verdone e quei suoi straordinari, memorabili personaggi

by Redazione
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Passato, presente e futuro del grande attore romano, che compie oggi 70 anni: il suo amore per la medicina, la sua carriera e i progetti a cui sta lavorando.

Carlo Verdone oggi compie settant’anni: un’età certo ragguardevole, ma ci sono persone che ai nostri occhi non invecchiano mai e tra queste c’è senz’altro Verdone.

Il viso rotondo e bonario, il sorriso tra l’ironico e l’enigmatico dell’avatar sui suoi profili social sembrano prometterci ancora tanti personaggi e tanti sorrisi, come quelli che ci ha regalato in questi ultimi quarant’anni. Su Instagram, parlando degli anni che compie, l’attore e regista romano ha detto:” Che dirvi? So’ tanti. Ma la mente è lucida, lo spirito positivo, le anche robuste. Quindi la corsa continua! Bon to run finchè potrò“.

L’amore per la medicina.

Le sue anche ora sono robuste perché, un mese e mezzo fa, non potendo più camminare e dopo aver sopportato per sette anni dolori atroci, Carlo ha deciso di sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico per ricostruire entrambe le anche. Ora l’attore cammina bene e lo ha mostrato anche sui social ai fan, che erano molto preoccupati.

A proposito di malattie e di Covid, in un’intervista concessa a “Il Venerdì di Repubblica” lo scorso 13 novembre Verdone ci ha tenuto a precisare che lui non è un ipocondriaco, come molti sostengono, e ha affermato:” Se lo fossi, non avrei affrontato in pieno virus un’operazione con la quale m ‘hanno segato in due per poi riappiccicarmi.”

Da sempre appassionato di medicina, Carlo è un autodidatta, ha letto molte riviste specializzate ed enciclopedie mediche e nel 2007 gli è stata conferita la laurea honoris causa dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia Federico II di Napoli. Si racconta che Carlo si aggiri per il set con un borsone pieno di farmaci, pronto a dare agli amici e colleghi consigli utili per curarsi. La farmacia è uno dei luoghi da lui prediletti perché lì è possibile trovare rimedio ai propri mali ed egli è molto orgoglioso di aver aiutato tante persone a guarire.

Negli ultimi giorni il “Corriere della Sera” ha riferito che Carlo Verdone sta per ricevere un riconoscimento dall’Ordine di Farmacisti.

Carlo Verdone dietro al bancone  della farmacia  Pamphili a Roma, con una cliente (Foto Via Facebook, @CarloVerdone)

Si vive una volta sola“: il nuovo film di Verdone, ancora in attesa di uscire.

Nel suo ultimo film “Si vive una volta sola“, nel quale è regista e attore, Verdone interpreta un famoso primario, chirurgo oncologico, che lavora in équipe con altri tre medici suoi amici, tutti maestri eccellenti sia nella sala operatoria che nelle beffe, negli scherzi e nelle battutacce che fanno tra loro, anche quando sono al lavoro con il bisturi. L’esito della vicenda non è comico, è problematico, si misura con la malattia e il film diventa un inno alla vita e all’amicizia.

 Il film è ancora in attesa di uscire, dopo essere già stato bloccato due volte dai decreti anti-Covid, e non lo vedremo prima del 2021. Questo perché Carlo Verdone, in accordo con il produttore, ha deciso di non farlo uscire per il momento sulle piattaforme digitali: secondo il grande attore infatti la pellicola ha bisogno di una sala, di un contatto diretto con il pubblico che si appassioni all’azione e che all’uscita dalla sala commenti le scene che  si sono fissate nella memoria.

Il cinema è nel DNA di Carlo Verdone.

Il padre Mario, famoso critico cinematografico e a lungo dirigente del Centro Sperimentale di Cinematografia, ha trasmesso ai figli la sua passione per il cinema: il fratello di Carlo, Luca, è un apprezzato regista di documentari, la sorella Silvia, moglie di Christian De Sica, è una nota produttrice di teatro e cinema. Carlo, attore, regista, sceneggiatore, re della commedia italiana, ha al suo attivo 27 film da regista, 39 da attore e 9 David di Donatello.

Verdone ha esordito sul grande schermo nel 1980 come attore e regista in “Un sacco bello“, per il quale ha avuto l’appoggio e la consulenza di Sergio Leone, che era rimasto affascinato dal carisma interpretativo del giovane. Successivamente è arrivato “Bianco, rosso e Verdone“: i suoi personaggi, fortemente caratterizzati, hanno conquistato il pubblico. Impossibile dimenticare Mimmo, goffo giovanotto, tenero e patetico nella sua ingenuità, che deve accompagnare a votare la nonna, l’anziana “Sora Lella” ( la storica sorella di Aldo Fabrizi), che si rivela in ogni circostanza molto più sveglia di lui. Memorabile anche Furio, nevrotico, logorroico, pedante, che organizza tutto e ossessiona la povera moglie Magda, che ripete continuamente di nascosto “Non ne posso più” e alla fine fugge con un giovane playboy. Carlo Verdone ha raccontato di aver inventato questo personaggio pensando ad un suo zio, che era molto preciso e meticoloso, e al suo professore di greco.

Rapporto con Alberto Sordi

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Carlo Verdone fin da piccolo considerava Alberto Sordi un mito. In seguito ha raccontato che, abitando quasi di fronte alla casa di Sordi, per farsi notare da lui lanciava sassi contro la sua finestra, così scatenando le ire della sorella dell’attore.

Per molti Verdone è l’erede naturale di Sordi: entrambi hanno infatti raccontato sullo schermo in modo magistrale i molti vizi e le poche virtù dell’italiano medio. I due grandi attori hanno girato due film insieme: “In viaggio con papà” con la regia di Sordi e “Troppo forte” con la regia di Verdone. Alberto Sordi lo indicava come il suo discepolo prediletto, ma Carlo Verdone ha optato per intraprendere un proprio percorso autonomo.

Da comico a umoristico.

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Dalla riflessione personale di Verdone sono nati film come “Compagni di scuola“, “Stasera a casa di Alice“, “Io e mia sorella“, nei quali vi è il passaggio da comico a umoristico: le vicende continuano a far ridere ma, nel racconto delle fatiche e delle assurdità del vivere contemporaneo, si aggiungono pennellate di malinconia.

Nel 2013 Carlo Verdone è stato coprotagonista del film di Paolo SorrentinoLa grande bellezza“, che si è aggiudicato l’Oscar come miglior film straniero. Nel corso di un’intervista con “Il Venerdì di Repubblica”, al  giornalista che gli ha chiesto quale sia stato in quarant’anni di carriera il complimento più bello, Verdone ha risposto:

 “Diversi anni fa, all’una di notte, sul ponte di Regina Coeli, un energumeno in motocicletta passandomi vicino mi urlò: ‘A Ca’, grazie pe’ avemme dato er soriso a ‘n’adolescenza de mmerda!’. Sulle prime rimasi spaventato, ma poi mi dissi che quella frase valeva più di un Oscar“.

Verdone continua a lavorare: “Furio” sta per tornare?

Durante il lockdown l’attore e regista romano ha scritto un libro, il soggetto di un nuovo film e dieci puntate di una serie Tv intitolata “Vita da Carlo” in cui racconta sé stesso e le sue giornate in forma un po’ romanzata. In un’intervista con la Rai Carlo Verdone ha inoltre raccontato da poco che sta pensando a nuovi personaggi: immagina un nuovo Furio ossessionato dalla paura del contagio da Covid, con doppia mascherina, doppi o tripli guanti, doppia misurazione quotidiana della temperatura e un’applicazione che controlla dove la moglie si rechi e chi incontri. Secondo Verdone il Furio del 2000 purifica con abbondante alcol tutto, dalle maniglie di casa ai soldi e fugge da chi ha un solo colpo di tosse. Questa volta però finisce dallo psichiatra: ce lo manda la moglie a calci nel sedere…

(Foto in evidenza: Carlo Verdone, Via Facebook, @CarloVerdone)

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