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“Domenica In”, Carlo Verdone: “I miei ‘padri cinematografici’: Sergio Leone e Alberto Sordi”

by Redazione
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Nel quarantennio dall’uscita di “Bianco, rosso e Verdone” il grande attore e regista ripercorre insieme a Mara Venier la sua straordinaria carriera. “Sono stato fortunato, ho avuto un piede nel passato del cinema italiano e un piede nell’oggi” afferma Verdone.

 Carlo Verdone si racconta a Mara Venier nel salotto di “Domenica In”, partendo dal libro nel quale raccoglie i ricordi di una vita, “La carezza della memoria”, uscito da pochi giorni e già diventato un grande successo editoriale.

Tutti mi chiedono qual è la tua anima? ‘Un sacco bello’, ‘Bianco rosso e Verdone’? No, la mia anima è in questo libro” spiega Verdone.

Carlo Verdone a “Domenica In“.

 L’idea del libro – che ha dedicato ai suoi figli Giulia e Paolo – è nata durante il primo lockdown, quando l’attore e regista, aprendo un vecchio scatolone, ha ritrovato fotografie, lettere e oggetti, da ciascuno dei quali è uscita una storia relativa a persone e episodi “che stavano cadendo nell’oblio e che invece meritavano di essere ricordate”. “Il libro è pieno di racconti dolci, sereni, divertenti, allegri, dolorosi, c’è tutto. È stata una bella carezza, per me e per il pubblico” ha aggiunto l’attore. Nel raccontare vecchi ricordi per Verdone non c’è stata nostalgia ma, anzi, è stata “una medicina, un antidepressivo”.

I “padrini artistici” di Carlo Verdone.

Proprio in questi giorni compie quarant’anni “Bianco, rosso e Verdone“, film uscito nelle sale cinematografiche il 20 febbraio 1981 e che è un vero cult. Con l’occasione Carlo Verdone parla anche delle persone che sono state più importanti nella sua carriera, a cominciare dai suoi genitori, che hanno sempre creduto nel suo talento: l’attore soffre ancora molto per la perdita del padre e della madre.

“Da quando ho perso mamma e papà non sono stato più lo stesso, ho perso la fede, mi sono arrabbiato perché non potevo accettare la perdita così dolorosa di mia madre” spiega Verdone, che confessa:

Fino a 5-6 anni fa, finivo un articolo per un quotidiano e alzavo il telefono facendo metà numero di mio padre e riattaccavo. Lui ogni tanto mi correggeva, voleva la scrittura quasi perfetta ma con le sue correzioni sono riuscito ad arrivare…Era importante, l’insegnamento migliore è la correzione”.

Carlo Verdone riguarda un filmato del quale sono protagonisti i suoi genitori.

Fra le figure fondamentali nella sua straordinaria carriera cinematografica Verdone ricorda Enzo Trapani, regista, sceneggiatore e scenografo italiano, oltre che aiuto regista di Roberto Rossellini: è stato infatti Trapani a scoprire Verdone in teatro e a portarlo in tv.

L’attore cita anche Sergio Leone, che ha prodotto il suo primo film:

Lui prima di mettermi in mano un film mi dava lezioni di regia. Mi ha dato anche calci nel sedere ma mi voleva bene!”.

Verdone menziona infine il grande Alberto Sordi:

Con i suoi primi film in bianco e nero io mi sono innamorato della commedia all’italiana” racconta, dopo avere visionato insieme a Mara Venier un filmato nel quale Sordi indica proprio Verdone come il suo erede.  

Io ho avuto il privilegio di conoscere questi grandi uomini. Sono stato fortunato, ho avuto un piede nel passato del cinema italiano e un piede nell’oggi. Ho avuto una buona stella che mi ha seguito e mi ha portato a conoscere questi grandi nomi” conclude Carlo Verdone.

Alberto Sordi e Carlo Verdone.

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