Home Arte & Cultura Emanuele Trevi e il romanzo “Due vite”: un inno all’amicizia, vincitore del Premio Strega 2021

Emanuele Trevi e il romanzo “Due vite”: un inno all’amicizia, vincitore del Premio Strega 2021

by Redazione

Con la sua scrittura raffinata lo scrittore narra la storia di Rocco e Pia, una coppia di scrittori suoi cari amici, scomparsi troppo giovani. Per continuare a viverli e ricordarli

Emanuele Trevi con “Due vite” edito da Neri Pozza ha vinto il Premio Strega 2021,d’altra parte fin dall’inizio era stato indicato come probabile vincitore.

L’autore nel libro delinea il ritratto, vivace e commovente, di Rocco Carbone e Pia Pera,s uoi cari amici, due scrittori scomparsi troppo giovani, in quell’età in cui il futuro è ancora da immaginare e da costruire. Così Trevi giustifica il titolo:

“Viviamo due vite, destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene”.

Rocco Carbone : la sua personalità bipolare

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Rocco Carbone, nato a Reggio Calabria, ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza in un paesino dell’Aspromonte. Trevi lo incontra nel 1983 quando Rocco si iscrive alla Facoltà di Lettere a Roma. Parlare di lui significa ricordare la sua infelicità, la personalità bipolare, il carattere spigoloso. L’autore di lui dice:

“Se l’anatomia umana glielo avesse consentito, si sarebbe spesso e volentieri lucidato le ossa e i nervi con uno spazzolino di ferro”.

Rigido, ostinato, granitico, Carbone finiva spesso per assomigliare al suo cognome: magmatico e sempre sull’orlo di esplodere, era capace di estrema , ma consapevole sfida al mondo, come quando ha scelto di abbandonare la carriera accademica per insegnare nel carcere femminile di Rebibbia. Pubblica, oltre ad altre opere, nel 2005 presso Mondadori “L’apparizione”, probabilmente il suo capolavoro.

Nel 2008 la sua vita è stroncata da un assurdo incidente in motorino:ha 46 anni.

Pia Pera:  anticonformista e spavalda scrittrice

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Quando Trevi incontra Pia Pera, lei è una trentenne spavalda e generosa, incline alle illusioni, con slancio adolescenziale, è una brillante traduttrice di capolavori della letteratura russa e in seguito anche scrittrice anticonformista. Di lei l’autore scrive:

“E’ una specie di Mary Poppins all’incontrario, dotata di pericolose riserve di incoerenza e suscettibilità”.

Ha insegnato letteratura russa all’Università di Trento, ma poi, delusa dall’ambiente accademico , si ritira dall’insegnamento e si occupa di un fondo abbandonato a S. Lorenzo, nella provincia di Lucca.

Pia e la sclerosi

Ripete con Cechov la sua massima: “Credo che se non avessi fatto lo scrittore, avrei fatto il giardiniere”.

Pia si dedica alla cura del giardino, fin che le è possibile, perchè la malattia è già in lei: si tratta di sclerosi laterale amiotrofica , che la porta ad isolarsi dal mondo ed a consumarsi lentamente nella sua casa nella campagna lucchese. Compone libri come “Al giardino ancora non l’ho detto”, in cui descrive il limite tra mente e corpo, tra vita e morte, pubblicato nel 2016, anno in cui si è spenta a sessant’anni.

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Emanuele Trevi utilizza una scrittura raffinata e di grande forza espressiva, capace di intenerire e conquistare il lettore per la gentilezza con cui descrive i suoi due cari amici.

L’opera è un inno all’amicizia: l’intento è quello di continuare a ricordarli e soprattutto a viverli.

Credits immagine in evidenza: Premio Strega Official Instagram @premiostrega

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