Home PeopleAttualità Fedez: “Perseguitato dal Codacons. Non ne posso più”

Fedez: “Perseguitato dal Codacons. Non ne posso più”

by Redazione

Il rapper si sfoga sui social: “Il Codacons chiede il sequestro dei fondi raccolti per i lavoratori dello spettacolo”.  Ma l’associazione si difende:  “Insulti e violenza inaccettabili”. (VIDEO in fondo all’articolo)

Il braccio di ferro tra Fedez e il Codacons prosegue  e il cantante oggi si è sfogato con i suoi follower comunicando di avere ricevuto una nuova raccomandata dell’associazione per la tutela dei consumatori.

Nel mirino la raccolta fondi che il marito di Chiara Ferragni  ha organizzato a sostegno dei lavoratori dello spettacolo in difficoltà a causa della pandemia:

“Non ne posso più. Sono perseguitato dal Codacons. Riescono a paragonare la nostra raccolta fondi, con cui abbiamo raccolto più di 5 milioni di euro per i lavoratori dello spettacolo, alla raccolta fondi di Malika (la ragazza cacciata di casa dai genitori in quanto omosessuale, che  pare abbia  utilizzato una parte delle donazioni ricevute per acquistare una Mercedes ndr) ”,

ha commentato Fedez, amareggiato,

“Fate schifo, sono stufo di essere perseguitato da voi. E’ incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi. So quello che fate, come lo fate. Sono stufo di essere perseguitato anche quando si fa del bene. Hanno il coraggio di rompere i c*****i ad artisti che hanno raccolto milioni per aiutare i lavoratori dello spettacolo. Come è possibile succeda questo?”

si sfoga l’artista.

Il Codacons replica: “Nuova querela in arrivo per Fedez”

La risposta dell’associazione non si  è fatta attendere:

“Ha nuovamente attaccato l’associazione dei consumatori ricorrendo ad insulti e violenza inaccettabil”

-sottolinea il Codacons in una nota,

“Evidentemente Fedez non ha letto la nostra istanza, e se l’ha letta non l’ha capita, dimostrando leggerezza e superficialità.

L’atto presentato dalla nostra associazione e a cui il rapper fa riferimento è finalizzato proprio a tutelare le raccolte fondi come quella avviata da Fedez, e a garantire trasparenza e correttezza ai donatori circa la destinazione e l’utilizzo dei soldi raccolti. Una richiesta, come si legge nell’atto, che chiama in causa anche i recenti fatti di cronaca, come il caso di Malika che ha tenuto banco sulla stampa per giorni e ha minato la fiducia dei cittadini verso le iniziative di beneficenza, senza minimamente paragonare la raccolta di Fedez a quella della ragazza”.

Il Codacons spiega inoltre che le nuove accuse rivolte dal cantante all’associazione avranno per lui delle conseguenze:

“Gli insulti, l’arroganza, le menzogne contenute nel suo video e la violenza dimostrata nei nostri confronti varranno a Fedez una nuova querela per diffamazione che il rapper si sarebbe potuto evitare se solo avesse letto (e compreso) l’atto che gli è stato notificato. In favore dell’influencer stanziamo volentieri una piccola somma per pagare un giovane docente di italiano che, da oggi, manderemo a casa di Fedez quando dovrà leggere atti da noi scritti, per essere certi che li legga e li comprenda a fondo”.

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