Home Arte & Cultura Gigi Proietti:”Ndo cojo cojo’, il libro postumo

Gigi Proietti:”Ndo cojo cojo’, il libro postumo

by Redazione

“Ndo cojo cojo’ – Sonetti e sberleffi fuori da ogni regola ” è una raccolta di sonetti, sia inediti che già pubblicati, di poesie e riflessioni scritte da Proietti durante il periodo del lockdown.

Gigi  Proietti, attore, regista e scrittore, è mancato il 2 novembre 2020 a Roma: qui era nato, sempre il 2 novembre, di ottant’anni prima.

 L’attore, cresciuto in un quartiere popolare di Roma, il Tufello, è riconosciuto come uno dei più grandi esponenti della storia del teatro italiano: la mimica del volto, la gestualità inimitabile, la voce calda e modulata su toni diversificati hanno fatto di lui un attore indimenticabile, a volte ironico e sarcastico, sempre umoristico.

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Uso del romanesco

Genio della risata, sapeva a tal fine utilizzare il linguaggio popolare romanesco, che ha fatto conoscere ed amare in tutta l’Italia.

Intrattenitore sopraffino, affabulatore e drammaturgo, è stato anche scrittore: ci ha lasciato, tra gli altri libri, la sua autobiografia dal titolo emblematico: “Ho vissuto per il mio pubblico” .

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E’ vero. Il pubblico lo seguiva e lo amava, e lui si dava con generosità esplosiva al suo pubblico, ma ha amato molto anche la sua famiglia: la compagna Sagitta Alter, con cui , dalla lontana estate del1962, ha vissuto , per quasi sessant’anni, senza matrimonio, e le due figlie, Carlotta e Susanna, che hanno seguito le sue orme, la prima  attrice, l’altra  scenografa.

Il libro postumo

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Le sue tre donne, dopo il doloroso commiato, hanno preso in mano il libro a cui egli  stava lavorando, rimasto incompiuto e, unendo i suoi appunti e scritti vari, hanno ottenuto un mix di cose belle, che sono state pubblicate da Rizzoli il 20 Aprile scorso.

Il libro postumo di Gigi Proietti ha questo titolo molto particolare:“‘Ndo cojo cojo-Sonetti e sberleffi fuori da ogni regola”.

La prima parte del titolo è una tipica locuzione del dialetto romano che significa: 

“Io non sto a guardare troppo per il sottile e ‘sparo’. Dove capita , capita!” 

Il libro  è una raccolta di sonetti, sia inediti che già pubblicati, di poesie ed anche di riflessioni scritte durante il periodo del lockdown; la pubblicazione è arricchita da illustrazioni, disegni e schizzi realizzati sia dallo scrittore stesso che da Susanna , una delle figlie, a cui Gigi aveva  chiesto di dare  un volto ai  personaggi del libro.  Un volto ha ad esempio Er Ciofeca, protagonista di cronache romane  amare, che accadono tra dialoghi stralunati fatti nel suo bar o in coda dal barbiere.

I sonetti

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Nell’incipit del libro il Maestro si presenta con queste parole, che sono un concentrato della sua essenza di uomo e di scrittore:
“Ebbene, sì. Confesso. Sì, scrivo roba in versi. Mi dichiaro rifugiato poetico”.

Gigi si portava sempre dietro un taccuino dove annotava quello che il suo talento di “narratore e sonettaro poetico” gli ispirava in quel momento: il sonetto è la struttura poetica da lui prediletta e da sempre i Romani la prediligono. Si pensi ad Aldo Fabrizi che in sonetti scriveva le sue ricette di cucina o a Gioacchino Belli, che nei suoi 2279 sonetti , pubblicati nel 1864,aveva raccolto la voce del popolo di Roma del XIX secolo, creando un monumento di poesia satirica.

I sonetti di Gigi Proietti possono essere  spassosi o struggenti, molto teneri o  profondi , perché sanno leggere le contraddizioni insite nell’animo umano. Un esempio:

Il sonetto delle cose perdute

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Com’era bella un tempo quella cosa

nun me ricordo che, però era bella

me sforzo, ma rimane misteriosa

pure se penso solamente a quella.

E la domanda è sempre più angosciosa.

Che d’era? la famiglia,mi’ sorella?

Un poveraccio, un abito da sposa?

La gente,un fiore, che ne so,’na stella?

La guera?no davero!’Na canzone?

O forse ‘na poesia? la primavera

quando c’erano ancora le staggione.

Ma non si tratterà di un’illusione?

Me venne da pensà proprio iersera

era bella, me sa, perchè non c’era.

Dunque la bellezza, il piacere, la felicità esistono nel ricordo, nell’attesa, nell’illusione più che nella realtà vissuta :una consapevolezza  a cui era giunto anche il nostro grande  Giacomo Leopardi.

GIGI PROIETTI, ‘NDO COJO COJO- SONETTI E SBERLEFFI FUORI DA OGNI REGOLA, collana  SAGGI ITALIANI,PG.228, ED. RIZZOLI. 

DATA USCITA:20 APRILE 2021

Fonte immagine in evidenza : Instagram @gigiproiettigram

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