Home Arte & Cultura I “selfie del passato”: Leonardo e l’autoritratto che lo ha reso “celebre”

I “selfie del passato”: Leonardo e l’autoritratto che lo ha reso “celebre”

by Redazione

Senza questo disegno non avremmo mai saputo quale fosse la fisionomia del geniale artista rinascimentale. (Foto via Wikimedia Commons)

Un’immagine, a volte , parla più delle parole e un autoritratto, come un selfie oggi, dice molto di chi lo ha fatto: ci consente di vedere l’immagine che l’autore ha di sé e di captare il suo io più profondo. Un dipinto o una fotografia possono rivelarci molto se li sappiamo guardare con attenzione.

Il significato dell’autoritratto

Nei secoli molti pittori hanno voluto ritrarre il proprio volto, per far conoscere il proprio mondo interiore o per comunicare un messaggio d’amore verso sé stessi e la propria arte.

A volte gli artisti nell’autoritratto hanno evidenziato un proprio turbamento, un conflitto interiore, da cui proveniva una profonda sofferenza: si pensi alla grande pittrice messicana Frida Kahlo e ai suoi innumerevoli autoritratti (ne abbiamo parlato qui) o al pittore olandese Vincent van Gogh, dall’animo così profondamente turbato da giungere all’autolesionismo, rappresentato in “Autoritratto con l’orecchio bendato e pipa”(1889)

Gli autoritratti possono rivelarci molte caratteristiche degli artisti che ci hanno voluto lasciare l’immagine di sè, ci parlano del loro vissuto, a volte persino del loro inconscio e i tratti sulla tela rendono palese ciò che si trova nel profondo delle loro menti e dei loro cuori. Nel corso del tempo, l’autoritratto è stato realizzato da molti artisti come un esercizio interiore di conoscenza di sè, capace di portare alla luce zone rimaste fino a quel momento sempre nell’ombra.

Leonardo: dentro un disegno l’anima

Leonardo da Vinci, Public domain, via Wikimedia Commons

L’autoritratto di Leonardo da Vinci, celebre e fragile capolavoro famoso in tutto il mondo, è un disegno “a sanguigna” su carta, di limitate dimensioni (33,5 per 21,6 cm) ed il foglio è talmente deteriorato che soltanto raramente può essere esposto al pubblico.

La “sanguigna” è una tecnica molto ricorrente nel Rinascimento, in cui si usa una particolare matita fatta di ematite, un materiale ferroso di colore rosso che ricorda il sangue :da qui lo strano nome di “sanguigna”.

La data di creazione dell’autoritratto è il 1512. Erano ormai gli ultimi anni di vita di Leonardo: l’artista lavorava al servizio di Francesco I in Francia, dove morì nel 1519.

Il corpus di disegni , appunti e manoscritti del Maestro alla sua morte furono ereditati dai suoi discepoli o collaboratori e rimasero quasi tutti in Francia fino a quando nel 1840 Carlo Alberto di Savoia decise di acquistare ad alto prezzo l’autoritratto di Leonardo,che a tutt’oggi è conservato nella Biblioteca Reale di Torino, all’interno dei Musei Reali.

Il disegno, icona della storia dell’arte, considerato finora l’unico vero ritratto dell’artista, è l’opera a cui l’immaginario collettivo ricorre per avere un’immagine del nostro genio rinascimentale.

Intenso, anticonvenzionale, dalle mille sfumature

Il disegno rappresenta un Leonardo ormai anziano, con lunghi capelli e una folta barba ,calvo alla sommità del capo. Lo sguardo assorto, forse corrucciato, connota il volto di un’ espressività molto intensa, sottolineata dalle rughe, disegnate con cura di dettaglio sulla fronte, intorno agli occhi, sulle guance ed intorno alla bocca.

Le parti esterne del viso invece sono appena indicate e il chiaroscuro sottolinea i tratti significativi del volto: la barba e i capelli lunghi sottolineano il carattere anticonvenzionale di Leonardo, mentre l’analisi degli occhi ci evidenzia che le pupille sono nella posizione di una persona che si guarda allo specchio per farsi un autoritratto.( contributo di Paola Salvi, docente dell’Accademia di Brera).

L’aspetto è quello di un pensatore, di un filosofo, davanti a noi sicuramente un uomo con mille sfumature di pensiero e di sentimento.

Questo disegno è un ritratto dell’anima di Leonardo, che l’artista ci ha voluto lasciare e che ancor oggi sollecita le riflessioni degli studiosi e le emozioni del pubblico, di fronte all’immagine di un genio immortale.

Credits immagine in evidenza: Leonardo da Vinci, Public domain, via Wikimedia Commons

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