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Leonardo Da Vinci e i misteri de ‘L’Ultima Cena’

by Redazione
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A Milano e’ di nuovo possibile visitare il Cenacolo Vinciano, un vero e proprio ‘tesoro per l’umanità’, che continua a ‘stregare’ moltissime persone in tutto il mondo anche per gli enigmi che racchiude

Leonardo nacque nel 1452 a Vinci ,un piccolo  borgo medievale nel centro della Toscana, in quel tempo cuore pulsante dell’arte e della cultura del Rinascimento: uomo di ingegno poliedrico ed eclettico, incarnò in pieno lo spirito della sua epoca. Fu inventore, artista,  scienziato e si cimentò nei più diversi campi dell’arte e della conoscenza. 

E’ considerato uno dei più grandi geni dell’umanità.

‘L’ Ultima Cena’

Il  capolavoro più misterioso ed affascinante che Leonardo ci ha lasciato  è   il “Cenacolo” o “Ultima Cena” :gli studiosi hanno cercato di carpirne i segreti, ma ancor oggi non tutto è stato decifrato.

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Si tratta di  un dipinto parietale di ampie dimensioni (460 per 880 cm), è  collocato in alto , a circa 4 metri dal pavimento.  Eseguito tra il 1495 e il 1498 per commissione di Ludovico il Moro, é ancor oggi custodito  nell’ex Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie, a Milano, città dove il grande Maestro ha vissuto un periodo molto  creativo.

Il dipinto  rappresenta un momento importante per la Cristianità, quando Gesù comunicò ai suoi  Apostoli, riuniti con lui per l’ultima cena, che uno di loro stava per tradirlo. 

Leonardo era interessato, come spiega il Vasari, a rappresentare “i moti del cuore” dei suoi personaggi: gli Apostoli qui hanno reazioni scomposte, allarmate, impaurite, si chiedono perplessi chi possa essere il traditore. Le muscolature facciali, le espressioni degli occhi, i dettagli dei gesti e  delle mani sono resi alla perfezione, con la precisione  e l’esattezza che da sempre connota la pittura del nostro genio del Rinascimento, maestro insuperabile in anatomia.

Il mistero del coltello

La rappresentazione è perfetta: Gesù è al centro, i dodici Apostoli sono distribuiti a gruppi di tre, metà alla sua destra e metà a sinistra, ma c’è un particolare che non si spiega, è un mistero: occorre precisare che Leonardo non ha mai specificato a quale personaggio appartenesse ogni volto, ma davanti a quello che si presume essere Pietro c’è un pugnale, tenuto stretto, in mano ad un braccio amorfo, che non si capisce a chi appartenga.

A lungo gli esperti si sono chiesti a chi appartenesse quel braccio e la mano col coltello .

 Molteplici sono state le ipotesi  proposte:

1) il braccio venne disegnato successivamente da un restauratore, probabilmente durante i restauri del  1902;

2) quel braccio con coltello è simbolo del demonio, che ha fatto sì che uno degli Apostoli tradisse Gesù;

3) la mano col coltello rappresenterebbe Giuda il traditore, di cui si vede solo il braccio.

Dopo l’ultimo restauro, terminato nel 1999 e durato vent’anni, risulterebbe che “la mano fantasma” appartiene a Pietro, che spesso l’iconografia rappresenta con il coltello in mano.  Non tutti gli studiosi però sono d’accordo ,perché la posizione di Pietro è innaturale, il braccio troppo lungo,  e un esperto di anatomia come Leonardo mai avrebbe fatto una cosa del genere e preferiscono attribuirla a Giuda. 

Chi è il personaggio dal volto femminile vicino a Gesù?

Vicino a Gesù  alla sua destra c’è un personaggio che ha  un  volto dolce ed effeminato: alcuni sostengono che non è  l’Apostolo Giovanni, come molti  in passato credevano, ma si tratta di Maria Maddalena, la donna alla quale Gesù si sarebbe sentito molto unito: su questa teoria si è basato il famoso best seller “Codice da Vinci” di Dan Brown. Si tratta di un’invenzione, di una fiction, non c’è nessuna base storica  per questa tesi, ma il successo del romanzo è la prova di quanto Leonardo abbia da sempre incuriosito, anche con i suoi misteri.

Per alcuni questa presenza femminile vicina a Gesù, dolce e silenziosa, dal volto giovane e con il capo dolcemente reclinato, potrebbe essere Maria, perché così la rappresenta spesso Leonardo.

Inoltre proprio a Maria è dedicato il convento in cui  il dipinto si trova.

Le suddette ipotesi non convincono molto e i più propendono per riconoscervi Giovanni, che in molti dipinti medievali e rinascimentali era rappresentato come un giovane dall’aspetto effeminato.

Le pietre preziose

L’ultimo restauro ha evidenziato che sugli abiti dei personaggi rappresentati ci sono delle pietre preziose: in effetti presso la corte di Ludovico il Moro c’era la moda di indossare minerali sugli abiti a chiusura di mantelli e pellicce. 

Un interessante studio degli ultimi anni della professoressa  Elisabetta Sangalli , di Monza, ha dimostrato che Leonardo, esperto di Sacre Scritture, dipinse le pietre con l’intento di indicare i  carismi propri del personaggio rappresentato, in questo modo:

“Lo smeraldo sulla veste di Gesù è pietra considerata portatrice di pace e simbolo di rinascita sin dal Medioevo. Sulla veste di Giovanni c’è un diamante, simbolo della luminosa spiritualità dell’apostolo  prediletto. La pietra blu-azzurra sull’abito dell’Apostolo Andrea lo collega alla Città Celeste, descritta nel cap. 21 dell’Apocalisse”. (Elisabetta Sangalli, Leonardo e le dodici pietre del Paradiso, ed. Genial )

Questo capolavoro, dopo 700 anni, grazie a sapienti restauri, può mostrarsi ancora al pubblico con tutto il fascino dei suoi misteri e della sua indicibile bellezza.

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