Home SpettacoliCinema Marco Bellocchio: 10 minuti di applausi a Cannes

Marco Bellocchio: 10 minuti di applausi a Cannes

by Redazione

Il regista italiano conquista il pubblico del Festival del Cinema di Cannes, con una storia privatissima di valore universale che ha profondamente emozionato  il pubblico di Cannes.

Marco Bellocchio, celeberrimo regista cinematografico italiano, 81 anni ”vitalissimi” , come dice lui stesso , oggi, sabato 17 luglio a Cannes, nella serata conclusiva del Festival, riceverà dalle mani di Paolo Sorrentino la Palma d’oro, onore raro riconosciuto a pochi, per una carriera molto fertile, durata 56 anni: si tratta di un prestigioso riconoscimento  per i suoi 24 film , tanti cortometraggi , una serie di documentari e molti lavori per la Tv.

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Al Festival il regista nativo di Bobbio ha presentato fuori concorso  il suo ultimo film-documentario, il nono, di stampo autobiografico, intitolato “Marx può aspettare”, che da oggi è disponibile nelle sale cinematografiche italiane.

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E’ il regista stesso che ha spiegato la sua condizione psicologica prima della presentazione:

“Quello che mi preoccupa è la proiezione. Essere lì anch’io, in sala , con il pubblico che guarda la mia storia. E mi suona strano portare a Cannes,a un pubblico straniero, un film nato da una nostra riunione familiare…”.

Trama: la tragica storia di Camillo, fratello gemello di Marco Bellocchio

Il film è un documentario  in cui fratelli, sorelle, nipoti di Bellocchio si ritrovano per un pranzo al ristorante, al Circolo dell’Unione di Piacenza, di cui il padre era stato tra i fondatori, per festeggiare più compleanni .

In realtà finiscono per rievocare gli anni di gioventù di Camillo, fratello gemello del regista, le sue difficoltà rispetto alle aspettative della famiglia, le figure dei genitori, il clima politico dell’epoca.

Il protagonista assente è Camillo: nella pellicola Bellocchio fa rivivere la vicenda di suo fratello gemello, morto suicida il 27 dicembre 1968 a soli 29 anni.

E’ il regista che ci spiega la matrice da cui nasce questo suo ultimo film:

“E’ una storia  autobiografica, ma che vuole essere “universale”,altrimenti che interesse potrebbe avere?E’ una riflessione sul dolore dei sopravvissuti,ma soprattutto sulla volontà di nascondere la verità a nostra madre,convinti che altrimenti non avrebbe sopportato la tragedia.”

Nel film il regista-attore legge la lettera che gli mandò il fratello, nella quale  chiedeva di poter entrare anche lui nel mondo del cinema con qualche mansione: era una manifestazione del dolore sotterraneo che macerava Camillo, ma il fratello  non  comprese il suo dramma e gli consigliò di impegnarsi nella lotta politica, nella rivoluzione, come usavano dire in quell’epoca, nel Sessantotto, i giovani.

E questa fu la risposta di Camillo, attanagliato dalla sua sofferenza interiore:

“Marx può aspettare”.

Un ‘privatissimo’ documentario familiare

Il film è un documentario di famiglia, privatissimo, che il regista ha voluto condividere con tutti noi .

Bello e coinvolgente fin dal manifesto, che mostra la foto di due bambini gemelli di circa due anni: Camillo e Marco Bellocchio.

I due fratelli hanno passato 29 anni insieme.

Poi Camillo è rimasto lì, fermo-immagine nella sua  bellissima età.

Marco  è andato avanti, ha lottato, è invecchiato, ma non ha dimenticato.

Non lo ha mai dimenticato.

All’arrivo di Bellocchio presso la sala dove è stato presentato ‘Marx può attendere’, il pubblico ha tributato al grande regista italiano un lunghissimo, commosso e commovente applauso durato ben 10 minuti.

Credits immagine in evidenza: Marco Bellocchio Official Instagram @marcobellocchio

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