Home PeopleGossip Selvaggia Lucarelli sul libro di Giorgia Meloni: “C’è scritto che sua madre disse no all’aborto. Ma era illegale”

Selvaggia Lucarelli sul libro di Giorgia Meloni: “C’è scritto che sua madre disse no all’aborto. Ma era illegale”

by Redazione

La giornalista contesta un passaggio dell’autobiografia della Meloni in cui la leader di Fratelli d’Italia ricorda come la madre abbia pensato di ricorrere all’aborto, a 23 anni, nel 1976, salvo poi ripensarci.

Arriva la prima polemica sul libro autobiografico di Giorgia Meloni, uscito pochi giorni fa: a sollevarla è Selvaggia Lucarelli. “Devo tutto solo a mia madre” è l’incipit che apre il capitolo “Piccole donne”, nel quale la leader di Fratelli d’Italia ha rivelato come sua madre durante la gravidanza avrebbe potuto scegliere di abortire.

“La verità è che io non sarei mai dovuta nascere (…). L’avevano quasi convinta che non avesse senso mettere al mondo un’altra bambina in quella situazione” è il doloroso racconto di Giorgia Meloni.

Nel libro la parlamentare ha ricostruito anche il giorno in cui la madre (alla quale dedica parole di grande affetto) avrebbe dovuto abortire ma ha cambiato idea e deciso di portare avanti la gravidanza.

Selvaggia Lucarelli ha tuttavia notato una presunta incongruenza nel racconto di Giorgia Meloni:

Nel 1976 l’aborto era illegale. Non funzionava così. Hai mentito tu o tua madre?” ha affermato sui social la giornalista, che su Tpi ha dedicato alla questione un approfondimento.

Nel 1976 l’interruzione volontaria di gravidanza era una pratica illegale. Abortire era un reato che prevedeva una pena dai 2 ai 5 anni” ha ricordato la giornalista.

Com’è noto la legge sull’aborto è entrata in vigore il 22 maggio del 1978, quando la leader di Fratelli d’Italia aveva un anno e 4 mesi (Giorgia Meloni è nata il 15 gennaio del 1977).

Per Selvaggia Lucarelli le ipotesi sarebbero tre.

Giorgia Meloni ha mentito, infiocchettando un racconto e dunque questo è un romanzo e non una biografia” è la prima ipotesi della giornalista.

Questa è invece la seconda:

 “La mamma di Giorgia Meloni le ha raccontato una storia un po’ diversa, perché al massimo ha tentato la via dell’aborto clandestino ma non funzionava esattamente così, con le analisi in un laboratorio, l’attesa, poi il cappuccino al bar e ‘vabbè ci ripenso’”.

Al riguardo Selvaggia Lucarelli ha sottolineato: “Prima del 1978 si abortiva dentro case di privati, dalle ‘mammane’, in poche cliniche clandestine spesso fuori dalle grandi città in un clima di segretezza e paura”.

Ecco infine l’ultima opzione della Lucarelli:

Giorgia Meloni non è nata nel 1977 ma qualche anno dopo. Probabilmente, in quanto leader di un partito, è tra le poche donne ad aumentarsi gli anni per acquisire più autorevolezza”.

Nelle ultime ore la giornalista è tornata a parlare dell’argomento sui social.

“Sulla questione Meloni(…)  Fratelli d’Italia ha affidato la sua difesa a un’avvocatessa che scrive “dal ‘75 l’aborto era legale”. Palle. Lo era per ragioni terapeutiche, non se la donna aveva problemi coniugali, come raccontato dalla Meloni” ha scritto su Twitter la Lucarelli.

Su Instagram poi la giornalista ha inoltre precisato:

Ora, siccome IosonoGiorgia, nel suo libro, adduce come causa della decisione di abortire della madre l’opera di persuasione di altre persone (perché appunto il marito la stava lasciando e quindi “l’avevano quasi convinta che non avesse senso mettere al mondo un’altra bambina in quella situazione”), qui le ragioni terapeutiche non c’entrano un bel niente. E la madre, appunto, se questa storiella è vera, stava abortendo clandestinamente. Dunque, felici che IosonoGiorgia sia venuta al mondo, ma Noinonsiamofessi” ha concluso Selvaggia Lucarelli.

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