Home Arte & Cultura Sergio Mattarella su Dante: ‘La capacità di Dante di penetrare l’animo umano rende il suo messaggio bellissimo e universale’

Sergio Mattarella su Dante: ‘La capacità di Dante di penetrare l’animo umano rende il suo messaggio bellissimo e universale’

by Redazione
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In occasione del Dantedì il Presidente della Repubblica rende omaggio al Sommo Poeta fiorentino, alla sua capacità di avere compassione per gli altri esseri umani e  per la sua coerenza etica

Sergio Mattarella, che fin dall’adolescenza ha amato Dante e ancora oggi legge la “Divina Commedia”, in una recente intervista al “Corriere della sera” ha ribadito l’universalità di Dante, sottolineando ” la sua capacità di trascendere  il suo tempo e di fornire indicazioni, messaggi e insegnamenti validi per sempre”.

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 Questo  a suo parere è il lascito  della  creazione artistica  del Sommo Poeta, capace di travalicare il tempo e  parlare a generazioni così lontane tra loro:

Io credo che l’universalità e, insieme, la bellezza di Dante vadano ricercate proprio nella particolare attitudine di penetrare nel profondo nell’animo umano, descrivendone in modo coinvolgente moti, sentimenti, emozioni. I vizi che Dante descrive — la tendenza al peccato, secondo la sua concezione filosofica e religiosa — sono gli stessi dall’inizio della storia dell’uomo: avidità, smania di potere, violenza, cupidigia… La Commedia ci attrae, ci affascina, ci interroga ancora oggi perché ci parla di noi. Dell’essenza più profonda dell’uomo, fatta di debolezze, cadute, nobiltà e generosità. Basta pensare ai tanti passi della Divina Commedia entrati nel lessico quotidiano e che utilizziamo senza sapere, sovente, che provengono dai suoi versi..”

La compassione verso l’essere umano

Dante, durante il suo viaggio ultraterreno, si fa giudice dell’umanità ed esecutore della giustizia divina, eppure egli non dimentica mai il suo sentimento profondo di solidarietà e compassione verso la fragilità umana e questo lo rende,  ancora di più, un grande maestro. Nella soluzione del dilemma fra  giustizia e compassione sta una delle sue più importanti eredità.

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Queste le parole di Sergio Mattarella:

‘ Durante quello straordinario viaggio che è la Divina Commedia, di fronte alle anime di dannati o di beati, l’autore non si spoglia mai del sentimento — umanissimo — della compassione. Credo che in questo dilemma, straordinariamente impegnativo, tra giustizia e compassione, vada forse oggi ricercato uno dei lasciti più importanti della lezione dantesca’.

La coerenza etica

 Da Dante viene anche una lezione di coerenza valida per tutti  anche oggi, politici compresi. Dante, cittadino impegnato nella politica attiva  nella sua città, Firenze, fu ingiustamente accusato di “baratteria”, cioè di peculato e condannato all’esilio e in seguito  alla morte per sé e per i figli, una volta maggiorenni. Dopo quindici anni di ingiusto esilio un amico fiorentino gli scrisse che, pagando una multa e facendo pubbliche scuse per la colpa, in realtà non commessa, avrebbe potuto tornare nella sua amatissima Firenze. La risposta di Dante fu negativa e insieme piena di sdegno e sofferenza.

Così il Capo dello Stato commenta la scelta, coraggiosa e dolorosa, fatta da Dante:

“Il suo senso di giustizia, la sua concezione morale gli impongono di rifiutare.L’interesse personale, la fine del doloroso esilio, non viene barattato  con il cedimento delle proprie convinzioni etiche.”

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Dante è un grande maestro di coerenza, di cultura, di civiltà per tutti noi  e per sempre.

Oggi, in occasione del Dantedì, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro della Cultura Dario Franceschini, in diretta  su Raiuno alle 19.10, Roberto Benigni leggerà il XXV canto del Paradiso nel Salone dei Corazzieri al Quirinale.

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