Home Giallo VipGialli estivi Sharon Tate e la notte degli orrori a Cielo Drive, nella villa che da paradiso si trasformò in inferno

Sharon Tate e la notte degli orrori a Cielo Drive, nella villa che da paradiso si trasformò in inferno

by Redazione

A 52 anni dalla strage della Famiglia di Charles Manson che, tra il 9 e il 10 agosto 1969 in 48 ore trucidò 8 persone, ripercorriamo  uno dei crimini più efferati del XX secolo, analizziamo le verità che emersero durante il processo agli autori dell’eccidio e riflettiamo sul perché questa tragedia non smetterà mai di essere attuale e di fare paura.

Ciò che lascia sgomenti nel caso degli omicidi ‘Tate- LaBianca’ è il fatto che, in quella  calda estate californiana del 1969,  le 8 vittime della Famiglia di Charles Manson avrebbero potuto essere chiunque perché  semplicemente e fatalmente si trovarono  nel posto sbagliato al momento sbagliato.

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La notorietà dei personaggi coinvolti e che hanno perduto la vita in questa storia terribile e angosciante ha amplificato la portata della notizia che si abbattè come un fulmine a ciel sereno la mattina del 9 agosto 1969 su Los Angeles, terrorizzando la popolazione e anche molte celebrities dello star system hollywoodiano.

Uno scenario da film horror

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Sulle colline di Hollywood il 9 agosto 1969 era un sabato mattina e la  domestica dell‘attrice Sharon Tate e del regista Roman Polansky  entrò nella lussuosa villa affittata dalla coppia al numero 10050 di Cielo Drive , una location raffinata e sontuosa in cui avevano abitato, tra gli altri, anche Cary Grant e Henry Fonda .

La favolosa villa di Cielo Drive 10050
Frame : fonte Enigma – Youtube

La donna ne uscì subito gridando terrorizzata e avvertì immediatamente la polizia.

A distanza di decenni, i poliziotti che intervennero per primi, ammisero senza problemi che in tanti anni di carriera non avevano mai più visto una scena del crimine  così raccapricciante come quella davanti a cui si trovarono quella mattina.

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Davanti al cancello in una Rambler bianca rinvennero subito il cadavere di un ragazzo di 18 anni, Steven Parent, freddato con 4 colpi di pistola alla testa e al petto  e con una profonda ferita al collo.

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Steven si era recato la sera prima a salutare il custode della villa, che in un primo tempo fu sospettato del massacro ma poi fu rapidamente scagionato dai sospetti e rilasciato.

Una camicia da notte bianca diventata completamente rossa

Le vittime del massacro di Bel Air – la sesta è Paul, il bambino che Sharon Tate, incinta di 8 mesi e mezzo, avrebbe a breve dato alla luce
Frame : fonte Enigma – Youtube

Sul prato davanti alla villa giaceva il cadavere dell’ereditiera dell’impero del caffè Folger, Abigail Folger,   colpita così tante volte che la sua camicia da notte bianca era sembrata all’inizio rossa, per tutto il sangue che aveva perso.

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Accanto alla porta di ingresso giaceva il cadavere del suo fidanzato, Wojciech Frykowski , produttore e sceneggiatore, attinto da  51 coltellate dopo che il calcio di una pistola lo aveva colpito per ben 13 volte.

Frame della porta che immetteva nel salotto dove sono stati ritrovati i corpi di Sharon Tate e Jay Sebring ( fonte Enigma – Youtube)

Ma l’atrocità non era ancora finita: in soggiorno, la polizia, attonita, si trovò davanti a Sharon Tate, splendida protagonista de ‘La Valle delle Bambole ‘,  incinta di quasi  9 mesi, prima strangolata e poi  pugnalata con 16 terribili coltellate al petto.

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Accanto a lei il suo ex fidanzato ed amico, il noto parrucchiere  della celebrities hollywoodiane Jay Sebring, colpito ai polmoni, con un asciugamano in testa come un grottesco cappuccio,  unito a Sharon da una corda annodata su una trave.

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Sulla porta di casa, con del sangue che sarebbe stato poi accertato era della Tate,  qualcuno avevo scritto la parola PIG.

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Sergio Leone e Steve McQueen avrebbero dovuto essere presenti

Come si seppe nei giorni successivi, Sharon aveva invitato alcuni amici a passare dei giorni con lei a Cielo Drive, perché non le piaceva stare da sola a casa in assenza del regista, in quel periodo a Londra per motivi di lavoro.

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Quella sera l’attrice aveva invitato anche Sergio Leone, che si trovava a Los Angeles. Il regista italiano aveva però declinato l’invito perché, stanco, aveva preferito andare a letto.

Jay Sebring aveva inoltre esteso l’invito anche a Steve McQueen. L’attore  avrebbe dovuto portare con sé una ragazza la quale lo aveva poi invitato a passare una notte d’intimità con lei.

L’ orrore dell’eccidio di Cielo Drive proseguì anche la sera successiva perchè le stesse mani uccisero, con modalità quasi identiche, i coniugi Leno, magnate dei supermercati  di Los Angeles, e Rosemary Labianca. I vicini li ricordarono come due gran brave persone, che non avevano mai litigato con nessuno ed erano molto innamorati.

Il panico dilaga tra le celebrities di Hollywood

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Nonostante la polizia non fosse pienamente convinta di un collegamento tra la strage di Cielo Drive e il duplice omicidio LaBianca , tra i cittadini di Los Angeles scoppiò il panico, con un picco di vendite di armi da fuoco senza precedenti.

Quando poi  trapelarono i dettagli dei massacri in casa Tate e LaBianca  fu tutta la California che iniziò a tremare.

A sentirsi in pericolo furono soprattutto le celebrities di Hollywood: si temeva infatti ci fosse un maniaco che aveva preso di mira personaggi del mondo dello spettacolo.

Profondamente scosso per il brutale omicidio dell’amico Jay Sebring, l’attore Warren Beatty mise una taglia di 25 mila dollari sugli autori della strage. Steve McQueen, terrorizzato, ingaggiò una guardia del corpo che lo seguiva come un’ombra e  cercò di riempire casa sua di tutti i dispositivi di sicurezza possibili ed immaginabili.

La svolta nelle indagini

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Dopo tre mesi di angoscia e paura finalmente arrivò la svolta: nel carcere femminile di Los Angeles di Sybil Brand, Susan Atkins, 21 anni, un figlio, una vita da delinquente sbandata e membro di una comunità hippie, iniziò incautamente a raccontare alle sue due compagne di cella, compiacendosi, di avere partecipato all’omicidio di Sharon Tate.

Le compagne avvertirono immediatamente gli inquirenti.

Una storia intricatissima, ai limiti dell’incredibile

Ci vollero molti mesi agli inquirenti per ricostruire lo scenario in cui erano maturati i massacri Tate-LaBianca anche se furono immediatamente incriminati della strage, oltre alla Atkins, anche  Patricia Krenwinkel,  Leslie Van Houten, Tex Watson insieme a Charles Manson, guru della comune di cui facevano parte i quattro ragazzi.

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Dalle indagini emerse un’ inimmaginabile  realtà di degrado umano e valoriale nonché di plagio.

Charles Manson, ai tempi 35enne,  era figlio di una giovanissima prostituta che non gli voleva neanche dare un nome. A soli 12 anni aveva cominciato ad entrare e uscire dai riformatori, e poi dal carcere per furti, stupri e sfruttamento della prostituzione.

Chitarrista vagabondo e frustrato pseudofilosofo, riusciva però a ‘ipnotizzare’ ragazze giovani e che si erano sentite abbandonate dai genitori e dalle famiglie.

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Era infatti in grado, con capacità camaleontiche, di trasformarsi nella persona di cui si avrebbe avuto bisogno e di colmare i vuoti affettivi dei suoi accoliti.

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Nella sua comune l’unica regola  è che non c’era una regola: sesso libero, consumo quasi quotidiano di droghe in dosi massicce e di LSD.

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Le ragazze, quasi tutte al massimo 20enni, erano psicologicamente ridotte a schiave di Manson, che offriva i loro favori in cambio di vitto e alloggio per i membri della Famiglia.  

Uno dei processi più lunghi e costosi della storia  americana

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Il processo alla Famiglia catalizzò i media di tutto il mondo che non persero un dettaglio del  complesso iter  giudiziario,  ricco di colpi di scena.

Decine di ragazzi della comune sostenevano pubblicamente ‘Charlie’, inscenavano proteste,  intimidivano i testimoni e le tre imputate entravano in aula cantando filastrocche e sorridendo in modo inquietante.

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L’avvocato di Manson, entrato in contrasto con il suo assistito a proposito della linea difensiva, ad un certo punto sparì e venne ritrovato cadavere alcuni giorni dopo.

Fu uno dei più lunghi, costosi e controversi  processi  della storia americana ma, udienza dopo udienza, ricostruì minuziosamente i tasselli del massacro di Bel-Air.

Il movente delle stragi

Come emerse durante il processo, a scatenare il delirante e sanguinoso desiderio di uccidere del guru- mostro fu il fallimento delle sue velleità artistiche.

Tramite amici in comune, Manson, che sognava di entrare come cantante nello showbiz. aveva infatti contattato Terry Melcher, figlio di Doris Day e celebre produttore musicale per avere un’audizione.

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Melcher aveva concesso la prova ma aveva poi fatto capire che non aveva nessuna intenzione di produrre la musica di ‘Charlie’.

In quel momento il destino di Sharon Tate e dei suoi amici fu segnato.

Gli psicologi, consulenti durante il processo, hanno confermato che fu proprio quel rifiuto del produttore ad agire da detonatore sulla mente sconvolta del depravato hippie che  la notte dell’8 agosto 1969 riunì  Susan Atkins, Patricia Krenwinkel, Leslie Van Houten, Tex Watson e Linda Kasabian (poi usata solo come palo)  ordinando di andare a Cielo Drive 10050 e di’ ‘uccidere tutti gli abitanti della villa nel modo più orribile possibile’.

La lussuosa residenza era infatti appartenuta proprio a Terry Melcher.

Dalle perizie dettagli sconcertanti

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La stampa e l’opinione pubblica mondiale restarono sconvolti di fronte alle testimonianze delle tre imputate che raccontarono come Jay Sebring avesse provato fino alla fine a proteggere Sharon Tate, che entro 14 giorni avrebbe terminato il tempo della gravidanza, di come la bellissima attrice avesse tentato di difendere la vita del suo bambino a tutti costi, offrendosi di andare in ostaggio agli assalitori, a condizione che la facessero vivere il tempo necessario per partorire:

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‘Per favore, ti chiedo solo qualche giorno. Ti prego, lasciami vivere ancora due settimane’

-fu la supplica che rivolse a Susan Atkins, come ha riferito ai giudici la stessa imputata.

‘Non ne potevo più di sentirla implorare’

 — racconterà l’assassina di averle risposto,

‘Senti, tu stai per morire, e io per te e per tuo figlio non provo nessuna pietà…’

Anche le perizie mediche e psicologiche rivelarono dettagli sconcertanti.

Il medico legale, dottor Nogouchi  confermò che, dopo le 16 feroci coltellate, Sharon Tate entrò in agonia ma che era ancora viva quando, su suggerimento di Tex Watson,  fu impiccata ad una delle travi a vista del salotto.

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Come spiegarono gli psicologi,  Manson voleva  che le sue ragazze mettessero in scena non tanto un rito satanico quanto uno spettacolo macabro, scioccante e che sconvolgesse il mondo.

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Le sue donne erano attrici che recitavano nella realtà accoltellando la Tate  16 volte con la Atkins che, delirante e senza il minimo rimorso, affermò davanti ai giudici:

 ‘ Non potete immaginare che interpretazione feci e com’era piacevole affondare il coltello’.

Probabilmente fu per questo motivo che le assassine si accanirono con sadismo in particolare contro  Sharon, in avanzato stato di gravidanza, gratificando il delirio  di ‘Charlie’, che voleva affogare la sua frustrazione per essere stato tagliato fuori dallo star system hollywoodiano, nel sangue delle persone appartenenti al mondo da cui si era sentito respinto.

Un caso di cronaca nera che continuerà ad essere attuale e a fare paura

A distanza di 52 anni  l’eccidio di Cielo Drive resta uno dei casi più terribili di cronaca nera del XX secolo. Charles Manson  è morto per cause naturali in carcere, Susan Atkins per un tumore al cervello.

Oggi Sharon Tate, morta senza sapere che stava aspettando un maschio e sepolta con il suo bambino tra le braccia, avrebbe 76 anni.

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Di tutte le verità che i giudici sono riusciti a portare a galla resta un punto interrogativo a cui nessun investigatore e nessuno psichiatra è mai riuscito e mai riuscirà a dare una risposta: come sia stato possibile che un uomo abbia potuto piegare la mente di tanti ragazzi, svuotandone cuore e mente e trasformandoli in macchine della morte senza coscienza.

Questo caso sconvolgente ricorda che il fenomeno delle sette va tenuto sempre sotto un vigile controllo perché in queste comunità viene fatta una manipolazione emotiva e psicologica degli adepti,  scavando  nella fragilità delle persone anche con tecniche violente come ricatti e meccanismi di tortura che indeboliscono il senso critico.

Una setta, anche se non satanica, è comunque sempre ‘ diabolica’.

Fonte immagine in evidenza: frame dall’intervista di Hugh Hefner a Roman Polansky e Sharon Tate (Youtube)

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