Home Arte & Cultura Sigmund Freud e la scoperta di una nuova dimensione dell’Io: l’Inconscio

Sigmund Freud e la scoperta di una nuova dimensione dell’Io: l’Inconscio

by Redazione

Dopo avere a lungo studiato l’ipnosi come cura per la mente umana,  Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, ha inventato un nuovo metodo di indagine della mente umana, una vera e propria rivoluzione nell’idea dell’uomo e della sua interiorità.

Sigmund Freud, di origine ebrea, medico di professione, nell’Ospedale Generale di Vienna ha curato i pazienti del reparto psichiatrico e si è dedicato allo studio dell’ipnosi come cura per l’isteria, che considerava un disturbo della psiche e non una simulazione, come ritenuto fino ad allora.

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Da qui si è sviluppato il cuore della psicoanalisi: la nuova disciplina indaga, attraverso le associazioni libere, i lapsus, gli atti involontari e l’interpretazione dei sogni, i significati che essi comunicano.

Il principio di Freud è questo: occorre far emergere alla coscienza contenuti che non sono affatto coscienti.

Dall’ipnosi alla psicoanalisi

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Il libro di Sigmund Freud “L’interpretazione dei sogni“, datato 1900, rese il medico-terapeuta noto ad un vasto pubblico ed ebbe inizio così il processo di diffusione mondiale della psicoanalisi : un nuovo metodo di ricerca, un nuovo trattamento terapeutico, una nuova idea dell’io e dell’identità individuale di ciascuno.

Ognuno di noi, in quanto persona è un essere che desidera e che non appaga i propri desideri.

In ognuno di noi c’è qualcosa che ci spinge a fingere, ognuno indossa una maschera e non esprime la profondità del proprio animo: sono le pulsioni, le frustrazioni, è il nostro vissuto inciso nell’inconscio, che a volte riemerge e condiziona le nostre scelte, i nostri comportamenti, le nostre azioni.

L’inconscio

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Il contributo più significativo di Freud al pensiero moderno è l’elaborazione del concetto di inconscio.

Prima di lui si riteneva che l’individuo possa controllare la conoscenza reale di sé e del mondo esterno e su entrambi possa esercitare un controllo razionale.

Da Freud apprendiamo che non è così: le ragioni dei nostri comportamenti spesso non hanno niente a che fare con i nostri pensieri coscienti.

Nascono dall’inconscio, sede di pulsioni, desideri e processi di difesa, come la rimozione.

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L’inconscio è caratterizzato dalla parte infantile che resta nell’adulto e i sogni sono i prodotti che, meglio di tutti, ci fanno comprendere la nostra vita inconscia.

Il lavoro della psicoanalisi consiste -diceva Freud- “nel portare alla luce, come un archeologo, la città sommersa che sta dentro di noi”.

L’inconscio è la parte della nostra psiche sconosciuta a noi stessi: lì troviamo i ricordi più remoti della nostra infanzia, emozioni e passioni nascoste, desideri non confessati neppure a noi stessi.

L’inconscio è un’area fuori dal nostro controllo, che però manda dei segnali, basta saperli interpretare.

Il meccanismo di rimozione è un esempio tipico di come funziona l’inconscio, che a tua insaputa cancella ciò che tu non avresti voluto fare. Se dimentichi l’appuntamento dal dentista è perché non ci volevi andare :il tuo inconscio ha esercitato la rimozione.

Il sogno

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Un metodo per accedere all’inconscio, per Freud, è il sogno: i ricordi o le sensazioni spiacevoli vengono censurate, rimosse, per evitare che possano riaffiorare e far soffrire.

Quando si dorme però questa censura si allenta, anche se non sparisce: il contenuto del sogno è il ricordo rimosso, che non affiora nella sua natura originaria, ma viene “camuffato” in modo che non allerti la “sentinella della coscienza”.

Il sogno dunque è un compromesso tra il contenuto inconscio che vuole venir fuori e l’io che esercita il suo controllo sulla parte conscia. Tutti i sogni dunque sono il compimento di un desideri: l’appagamento dell’inconscio che vuole esprimere il “rimosso” che contiene.

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Dunque per Freud l’uomo è come un iceberg :la parte emersa, quella che si vede e si conosce è ben piccola cosa in confronto a quello che rimane sommerso, nel nostro inconscio, che noi non conosciamo: esso però ci manda dei segnali, possiamo imparare a decifrarli.

Quando sbagliamo un nome e non sappiamo il perché, quando ci svegliamo con gli occhi stropicciati dai sogni, quando parliamo di lapsus, traumi e desideri, alle domande che ci poniamo possiamo rispondere attraverso le categorie che Sigmund Freud ci ha indicato.

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