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Torna su Rai1 il Commissario Montalbano con “Il metodo Catalanotti”

by Redazione
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Con Luca Zingaretti in prima serata lunedì 8 marzo torna il commissario più amato d’Italia. Per l’ultima volta?

Nato dalla straordinaria penna di Andrea Camilleri e interpretato da Luca Zingaretti, “Il Commissario Montalbano” torna protagonista su Rai1 con “Il metodo Catalanotti”, un nuovo attesissimo film tv, tratto dall’omonimo romanzo (Sellerio Editore), per la regia di Alberto Sironi e Luca Zingaretti.

Credits foto: Ufficio Stampa Rai

Una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti, Nora Barbieri e Nicola Serra con Max Gusberti, in onda in prima visione e in prima serata lunedì 8 marzo. Ad affiancare Luca Zingaretti ritroveremo ancora una volta l’affiatatissimo gruppo di attori che ha reso negli anni “Montalbano” un vero e proprio cult: Cesare Bocci nei panni di Mimì Augello, Peppino Mazzotta in quelli di Fazio, Angelo Russo nelle vesti dell’agente Catarella e la partecipazione di Sonia Bergamasco nel ruolo di Livia, l’eterna fidanzata di Salvo Montalbano. 

L’anteprima dell’episodio


Carmelo Catalanotti è stato assassinato con una pugnalata al petto, ma quest’ammazzatina, fosse anche solo per la strana compostezza della salma e l’assenza di sangue, presenta subito qualcosa di strano. Presto Montalbano scopre che la vittima era uno strozzino, benché a suo modo “equo” o almeno non particolarmente esoso. Ma Catalanotti non era solo un usuraio, era anzitutto un fervente e originale artista di teatro, anima e fondatore della Trinacriarte, attivissima compagnia di teatro amatoriale di Vigàta. La Trinacriarte non è una semplice filodrammatica, buona parte dei suoi soci sono letteralmente posseduti, quando non addirittura invasati dalla passione per il teatro.

Credits foto: Ufficio Stampa Rai

Carmelo Catalanotti era il guru di questo gruppo, un guru che sapeva essere geniale, ma anche crudele e sadico. Tanto che Montalbano si rende conto che proprio nella sua concezione dell’arte tragica e del suo personalissimo e inquietante Metodo è la soluzione del mistero della sua morte. A complicare questo già non facile caso ci si metterà l’incorreggibile Mimì Augello che, nel tentativo di sfuggire al marito cornuto della sua ennesima amante, si imbatterà in un cadavere che sorprendentemente non riuscirà più a ritrovare.

Luca Zingaretti e il ‘tragediare’

Credits foto: Ufficio Stampa Rai

L’attore e regista ha raccontato, dal suo punto di vista, questa sua ultima fatica televisiva:

‘Ne ‘Il metodo Catalanotti’ , terz’ultimo romanzo della saga, ci sono tutti i temi cari a Camilleri.

L’amore, che muove il mondo, il sesso, le corna, ma anche il teatro con l’eterno dilemma pirandelliano dello sdoppiamento dell’io e se sia più vera la realtà o la fantasia, la vecchiaia e il suo eterno tentativo di ghermire la giovinezza, la tragedia e il “tragediare” proprio della cultura siciliana.

In questo romanzo Andrea ci diletta con trovate e aneddoti del suo inesauribile bagaglio, disegnando dei personaggi indimenticabili. Ma la più grande delle novità è la perdita di controllo del Commissario travolto dalla passione per una giovane collega. Salvo ci aveva abituato a pochi ma saldissimi punti fermi: l’amore per il suo lavoro, la devozione per Livia, l’imprescindibile attaccamento alla sua terra. Ebbene: qui viene messo tutto in discussione. Il Nostro è disposto a lasciare tutto e tutti pur di poter godere della vicinanza e dell’amore di una ragazza interpretata dalla splendida Greta Scarano. Per raccontare tutto questo occorreva un salto, bisognava marcare la differenza, trovare un dolore nuovo, un coraggio disperato. ‘

La conferenza stampa di presentazione: è l’ultimo episodio de ‘Il Commissario Montalbano?

Recentemente si era diffusa la voce che ‘Il Metodo Catalanotti’ potrebbe essere l’ultimo episodio delle avventure televisive di Montalbano.

Durante la conferenza stampa di presentazione ai media, Luca Zingaretti ha fatto alcune riflessioni:

“Non c’è da parte mia nessuna stanchezza su questo personaggio. Io però dico che i morti da due sono diventati tre, oltre a Camilleri e Sironi anche Riccieri, ed erano compagni di squadra. Erano amici, punti di riferimento. Non è una cosa da poco non trovare più i punti di riferimento. Da una parte c’era voler tornare al timone della barca, proprio per rispettare queste persone, perché mi sembrava giusto che questa cosa dovesse compiersi. Quest’anno è stato segnato da tante cose, ma soprattutto il tempo si è fermato”. E ancora: “Non c’è stato tempo di elaborare il lutto, perché il tempo non è scorso, non c’è stato il tempo di vedersi e lavorare su un progetto di questo tipo. Io sto in questa sorta di limbo e quando la vita avrà ricominciato a scorrere e il tempo a correre, vedremo. Vorrei che ci aiutaste a informare il pubblico che Il metodo Catalanotti è l’ultimo inedito, è fondamentale che il pubblico sappia questo, intanto. Che il pubblico si riunisca davanti al televisore a celebrare l’opera di Camilleri e anche il nostro lavoro”

Grande prudenza anche da parte del produttore Carlo Degli Esposti :

“Ci sono altri romanzi, alcuni anche scritti – come la crociera dell’Alcione – quando pensavamo tutti insieme di allargare la mondialità di Montalbano, per cui ha fatto intervenire degli interpreti stranieri. Per cui siamo legati a quello, e a tanti racconti che non abbiamo ancora utilizzati.Cosa ne sarà di Montalbano? È passato un anno dalla tempesta perfetta ora è presto. Il covid ci impedisce di tornare sul set con la tranquillità che ci ha contraddistinto in questi anni: ci sarà un momento, dopo il Covid, in cui prenderemo una decisione. Per me e per altri Montalbano è eterno”.

Credits foto e immagini in evidenza: Ufficio Stampa Rai

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